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Paragrafo 4 . Un modello di sviluppo.

     
Lo  sviluppo  dell'economia italiana era avvenuto secondo  un  modello
destinato  a  consolidarsi  nel  tempo.  Fondamentale  era  il   ruolo
esercitato   dallo   stato,   attraverso   la   politica   commerciale
protezionistica, le commesse per la realizzazione di lavori pubblici e
per  forniture  militari,  le agevolazioni finanziarie  concesse  alle
imprese.
     Gli interventi statali accentuavano gli squilibri territoriali  e
tra  i  diversi settori produttivi. Le industrie, specialmente  quelle
pesanti,  erano  nettamente privilegiate, mentre  in  agricoltura,  la
coltivazione  di cereali, condotta con metodi avanzati  nelle  regioni
padane  e  ancora  arretrata  a  sud, era  notevolmente  avvantaggiata
rispetto  alle  colture  specializzate (oliveti,  vigneti,  agrumeti).
L'industrializzazione e il generale ammodernamento delle imprese erano
una  caratteristica quasi esclusiva del nord, mentre a sud predominava
la cerealicoltura estensiva del latifondo.
     Effetto   degli   squilibri  fu  la  crescita   dell'emigrazione.
Abbastanza  contenuta  sino  alla fine degli  anni  Settanta,  diretta
soprattutto  verso  i paesi europei e in gran parte  temporanea,  essa
aument  progressivamente a partire dagli anni Ottanta  ed  ebbe  come
destinazione  prevalente i paesi oltre oceano,  mentre  le  principali
aree  di provenienza erano le regioni meridionali e quelle ad economia
agraria arretrata del Veneto e del Friuli.
